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    November 06

    Autunno

    La parola umana è simile ad un calderone incrinato da cui è facile trarre una musica adatta per far ballare gli orsi quando vorremmo commuovere le stelle.

    Gustave Flaubert, Madame Bovary.

    Inizio così il mio post di oggi…è tornato il tempo delle riflessioni e dei viaggi introspeddivi. Sto diventando metodica, faccio sempre coincidere questo periodo con l’arrivo dell’autunno. Già alle prime nebbie sento l’esigenza di ascoltare e ascoltarmi.  L’estate per me è un enorme pentolone di nullafacenza e leggerezza (intesa negativamente). Passo i giorni ad ascoltare le persone che mi parlano delle loro avventurette estive, delle loro vacanze, della loro inattività e mi faccio contagiare. Brutta stagione l’estate! Appena sento nell’aria l’odore umido della terra, della nebbia e della corteccia degli alberi inizio a rinsavire. Mi fa l’effetto che fanno i sali a chi sta per svenire. Mi sono chiesta molte volte il perchè…l’ autunno mi riattiva, mi eletrizza. Il freddo mi costringe ad abbracciarmi per cercare calore…forse è questo che amo, l’amarmi. Sono costretta a coccolarmi per non avere freddo dedicando delle attenzioni alla mia persona e mi sento bene.  Stamattina mi sono svegliata allegra, ho fatto colazione e sono uscita. Mentre camminavo per strada pensavo agli alberi del mio giardino. Il melograno ormai è giallo, ha dato dei frutti stupendi quest’anno! Gli aceri sono ancora un po’ tendenti al verde ma stanno perdendo tutte le foglie, diventeranno sottili un po’ come un gatto dopo il bagno. Il gelsomino è ancora verde e rimarrà così per sempre. Con mia grande sorpresa ho visto che il calicanto ha iniziato a fiorire. Che ricordi il calicanto! Mi ricorda le elementari, una poesia dedicata a quella splendida pianta invernale recitata con enfasi davanti ad una classe di zoticoni…amavo così tanto trasmettere e il non essere capita dagli altri era la cosa peggiore. Crescendo e ragionandoci su ho capito che la cosa più importante non era l’essere capita da tutti ma l’essere capita da pochi…pochi semplici elementi che usavano il mio stesso linguaggio…dopotutto si vive in microcosmi, il macrocosmo lo lascio agli illusi. Preferisco di gran lunga avere armonia nel mio microcosmo al non averla affatto nel macrocosmo. Nel mio piccolo mi sento una regina…sono ricca dell’affetto che mi danno, delle belle cose che mi trasmettono le persone o anche la natura stessa, delle sensazioni che la vita mi da…sono ricca, ricchissima! Oggi la penna si muoveva da sola sul foglio bianco distruggendo la sua noiosa uniformità…la mia opera distruttiva è stata costruttiva…ho creato, mi sono viziata ed ora riposo.

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